Articolo del Dott. Luca Scandone tratto dal sito http://www.adlersrl.it

Nei nostri cani, e principalmente in quelli di taglia medio grandi, l’arrivo dell’età  anziana, e quindi approssimativamente dopo i sette anni di vita, è facile che si evidenzino problematiche a livello articolare esattamente come capita spesso a noi esseri umani. La vita dei nostri amici a 4 zampe negli ultimi decenni si è molto allungata, e quindi tali problematiche stanno diventando sempre più frequenti. I nostri cani di taglia grande possono essere già  soggetti geneticamente a problematiche quali le displasie di anca, gomito o ginocchio, che se in età  giovanile possono essere ben sopportate, con l’invecchiamento possono portare il nostro cane a evidenti stati di dolore e difficoltà  nella deambulazione.

Stiamo parlando principalmente di artrosi, ovvero un fenomeno fondamentalmente naturale che l’organismo animale mette in atto per contrastare il graduale deterioramento delle articolazioni dovuto al continuo utilizzo, esattamente come nei macchinari, le parti in movimento con il tempo stendono a rovinarsi. A causa del prolungamento della vita del cane e a causa di vari fattori ambientali e alimentari, oltre che per una selezione genetica sempre più incosciente, l’artrosi del cane e anche del gatto è una patologia molto comune. Per artrosi si intende un processo cronico degenerativo a carattere progressivo a carico delle cartilagini e dell’osso sub-condrale. Inizialmente si assiste ad una usura della cartilagine ialina associata a reazione del tessuto osseo sottostante con conseguente sclerosi ossea.

QUALI SONO I SINTOMI?

L’OSTEOARTROSI NEL CANE E’ UNA PATOLOGIA SUBDOLA. Il cane non è un animale sensibile come l’uomo e si abitua a convivere con i primi disturbi senza cambiare vistosamente il suo stile di vita. Solo quando il dolore non è più gestibile per il cane e quando i vari sistemi di compensazione (masse muscolari, spostamenti posturali) hanno ceduto, SOLO ALLORA il cane manifesta vistosamente la sua difficoltà  ad alzarsi da terra, a saltare, a correre ed a giocare per lungo tempo fino alla grave zoppia e all’impossibilità  ad alzarsi e muoversi senza MANIFESTARE FORTE DOLORE.

Vediamo quali sono i vari stadi di progressione della patologia:

Stadio I: il cane rifiuta progressivamente di saltare, di fare esercizio e di correre; tenderà  a non appoggiarsi sull’arto colpito e a scaricare il peso sugli altri. Il soggetto cambia posizione a fatica, da sdraiato a seduto e viceversa, e il dolore risulta accentuato soprattutto nelle prime fasi del movimento, fino a manifestare vere e proprie zoppie (zoppia a freddo).


Stadio II: Il dolore aumenta e il cane geme nel movimento, fino a diventare mordace se viene forzato; si consiglia molta attenzione nel caso in cui esita la possibilità  che il cane interagisca con bambini. La sintomatologia si aggrava col freddo, in concomitanza con cambiamenti atmosferici, oppure in occasione di sforzi fisici importanti; in questi casi il dolore si acuisce le zoppie sono particolarmente evidenti.


Stadio III: Quasi inevitabile è il blocco della articolazione (anchilosi); questo meccanismo di difesa dell’organismo porta da un lato alla riduzione del dolore ma, dall’altro, impedisce il movimento fino ad annullarlo completamente.

DIAGNOSI

  • La diagnosi dell’osteoartrosi richiede un esame approfondito dell’animale.
  • Un’accurata e attenta manipolazione delle articolazioni consente di individuare le zone dolenti e di apprezzare il grado di coinvolgimento emotivo del cane.
  • Con l’ausilio delle radiografie si potrà  oggettivare il danno, comprenderne l’origine, valutarne la gravità  e formulare una prognosi. Ecco perché è estremamente importante una visita periodica dal veterinario.

I FATTORI DI RISCHIO

  • Età
  • Taglia
  • Obesità
  • Traumatismo articolare
  • Eccesso di attività  fisica durante la crescita
  • Predisposizione genetica. Molte razze di grande mole come Rottweiler, Pastore Tedesco, Terranova, Golden Retriever, Labrador ecc., sono particolarmente predisposte a sviluppare Osteoartrite

COME GESTIRE LA PATOLOGIA

Purtroppo dall’osteoartrosi il nostro compagno non può guarire, c’è però consentito di fare molte cose per alleviare il suo dolore e consentirgli una terza età  serena.

CONTROLLO DEL PESO

ll mantenere un peso ottimale è fondamentale per prevenire ed in alcuni casi si può anche arrivare alla remissione della sintomatologia.

PROGRAMMA DI ALLENAMENTO SPECIFICO/FISIOTERAPIA

Una moderata e regolare attività  fisica contribuisce al mantenimento della mobilità  articolare evitando così l’anchilosi. Il nuoto si consiglia ai cani obesi con osteoartrosi mentre per i cani con displasia dell’anca si dovrebbe impedire di saltare e salire scale.

CONDROPROTETTORI: diete/integratori

Nella lista dei condroprotettori si trova: condroitin solfato, cloruro di glucosammina, anti ossidanti ed acidi grassi essenziali Omega3. Questi hanno un’azione protettiva della cartilagine alla degenerazione, accentuando il metabolismo dei condrociti (cellule che costituiscono la cartilagine articolare, inibendo sia gli enzimi degenerativi che i mediatori dell’infiammazione).